Delegazione III zona speleo

soccorso speleo toscana50cnsas

Organico:

Delegato: Mario Cecchi
e-mail: delegatospeleo@sast.it
cell. 335280321

Vicedelegato vicario: Alessio Rossi
e-mail: a.rossi@sast.it
cell. 335280351

Vicedelegato 2: Simone Argentieri.
e-mail: s.argentieri@sast.it
cell. 3356461391

Struttura:

La III^ Zona Speleologica al 2016 è composta da 53 Volontari divisi in diverse specializzazioni
Tecnici Disostruttori 1
Tecnici Speleosubacquei 1
Istruttori Regionali Speleo 5
Istruttori Scuola Nazionale Soccorso Speleologico 2
Medici Speleologi 2
Infermieri Speleologi 1
Personale per Logistica 3

I Tecnici della nostra delegazione partecipano attivamente a tutte le Commissioni Tecniche e Operative Nazionali del Coordinamento Speleologico del CNSAS:
Commissione Tecnica Nazionale Speleologica (1)
Commissione Tecnica Nazionale Speleosubacquea (1)
Gruppo di Lavoro Addetti Stampa Nazionale (1)
Istruttori Nazionali per Tecnici Speleo (2)
Commissione Medica Speleo (1)

Il soccorso in grotta
In Toscana sono presenti circa 5000 grotte esplorate e inserite nel catasto regionale delle cavità della Toscana.
Molte di queste sono frequentate assiduamente da speleologi di tutta Italia per la loro particolarità e bellezza, cito un esempio per tutti: l’Antro del Corchia con oltre 60 chilometri di gallerie, cunicoli, sale e fiumi sotterranei è una delle mete preferite per corsi di speleologia, gite e uscite di gruppi da tutta Europa.
Diverse grotte inoltre raggiungono profondità ragguardevoli; in Toscana abbiamo la più profonda D’Italia ponendo serie complicazioni in caso di intervento, molti di questi abissi infatti si aggirano intorno ai 1200 metri di profondità.
Gli incidenti sono per fortuna sporadici, ma la complessità degli ambienti (strettoie, cunicoli allagati, laghi, pozzi, temperature rigide, ecc.) rende gli interventi di soccorso estremamente complessi e duraturi. E’ spesso necessario l’intervento di più squadre composte ognuna da almeno 16-20 tecnici, che si alternano in turni di lavoro anche di 30 ore.
Alla luce di ciò è evidente, come un soccorso in grotta, non possa prescindere dalla costante presenza dei medici sin dalle prime fasi dell’intervento e per tutta la durata del recupero. Il soccorso speleologico infatti è da sempre un soccorso medicalizzato.
Spesso sono necessari tecnici con particolari competenze, quali disostruttori abilitati all’uso di esplosivi per allargare le strettoie, per il passaggio della barella, o speleosubacquei per il superamento di tratti allagati. Per questo motivo il Soccorso Speleologico si è dotato di un’organizzazione tale da poter gestire le emergenze a livello nazionale, con commissioni operative formate da tecnici altamente specializzati provenienti da tutta Italia.
All’esterno della grotta viene poi organizzato un supporto logistico con tendoni, ponti radio, generatori e quant’altro serve per gestire ogni evenienza anche per più giorni, in luoghi spesso difficilmente raggiungibili con i normali mezzi di trasporto.
Ovviamente anche i nostri tecnici vengono spesso chiamati ad intervenire nelle emergenze delle altre regioni, sia per l’elevato numero di tecnici specializzati presenti , che per il buon numero di volontari in grado di operare alle alte profondità.
Spesso ci siamo trovati a lavorare con altre Regioni, per questo motivo organizziamo spesso esercitazioni congiunte con le altre Delegazioni Speleologiche.

Il Soccorso Speleosubacqueo
In Toscana sparse su tutto il territorio, ma perlopiù concentrate nelle province di Lucca e Massa, sono presenti numerose cavità allagate e risorgente carsiche. Questi ambienti sono particolarmente rischiosi e necessitano di una preparazione specifica. La Speleologia Subacquea è considerata non a torto come una delle attività più ad alto rischio. Nonostante ciò, o forse sarebbe meglio dire, proprio per questo, è in voga nell’ambiente dei club subacquei la frequentazione delle grotte sommerse.
L’attività subacquea si suddivide per quanto riguarda il soccorso in due categorie: il recupero di infortunati o pericolanti oltre tratti di grotta allagati, anche con l’eventuale ospedalizzazione oltre il sifone ed il recupero nelle risorgenze carsiche. Inutile rimarcare come la quantità di materiali impiegati (bombole di aria e di ossigeno, compressori, zavorre, contenitori stagni, ecc.) in questo tipo di attività sia ragguardevole.
La complessità di tali interventi comporta spesso la partecipazione dei nostri specialisti negli interventi in altre regioni d’Italia. A questo proposito vengono organizzati annualmente incontri di aggiornamento tecnico ed esercitazioni dalla Commissione Nazionale Speleosubacquea. L’ultima in ordine di tempo l’esercitazione di ricerca di un disperso nelle grotte marine, tenutasi a Castro (LE) nel Golfo d’Otranto in collaborazione con la Guardia di Finanza, dove eravamo presenti con 2 tecnici speleosubacquei.

L’addestramento
Da molti anni la nostra delegazione ha fatto proprio il Piano Formativo nazionale del Soccorso Speleologico, anzi è stata fra le delegazioni che più hanno contribuito alla sua stesura.
La delegazione si è occupata quindi delle selezioni degli aspiranti, del loro addestramento e delle verifiche per il conseguimento della qualifica di Tecnico di Soccorso Speleologico, organizzando appositi eventi formativi.
L’addestramento per Tecnici Esperti, per Tecnici Specialisti e per i Quadri è invece demandato al Coordinamento Nazionale che ha organizzato in questi ultimi cinque anni appositi corsi, cui numerosi nostri volontari hanno partecipato come partecipanti ma anche come docenti.
Con l’istituzione della Scuola Nazionale per Tecnici di Soccorso Speleologico e in base a questa è stata creata nel 2003 la Scuola regionale di soccorso speleologico .
Fondamentali per l’addestramento sono i manuali tecnici. Il Soccorso Speleologico, con la realizzazione dei Quaderni di Speleosoccorso nel 1992, è stato un precursore per quanto riguarda la manualistica del CNSAS. A quel lavoro parteciparono attivamente dei nostri tecnici, come si è ripetuto per il nuovo manuale di Tecniche di Soccorso in Grotta che ha visto la collaborazione attiva di quattro nostri volontari.
Le tecniche e i materiali adottati dal Soccorso Speleologico ed insegnati dalla Scuola vengono studiati e vagliati a livello nazionale dall’apposita Commissione Tecnica Speleologica (CTS).
Per quanto riguarda gli specialisti oltre ai corsi interni, sono tenuti a conseguire le qualifiche necessarie alla loro attività previste per legge. I tecnici disostruttori per esempio, dopo la formazione nel CNSAS devono conseguire il patentino di fochino e i tecnici speleosub gli indispensabili brevetti rilasciati dalle maggiori organizzazioni e scuole internazionali di subacquea.
Per tutti i Volontari del Soccorso Speleologico è in programma il conseguimento della certificazione sanitaria STC (Speleo Trauma Care) All’interno della III^ Zona abbiamo 4 Volontari con il brevetto di istruttore STC e in collaborazione con la Scuola Nazionale Medici in Ambiente Ipogeo abbiamo iniziato il lavoro di certificazione di tutti i nostri soccorritori.

Prevenzione
La prevenzione e la divulgazione dell’attività del CNSAS costituisce un costante impegno del Soccorso Speleologico. In tutti i corsi di speleologia di primo livello organizzati dal CAI ,dalla Soc. Speleologica Italiana o con la collaborazione della Federazione Speleologica Toscana, vengono tenute lezioni di prevenzione e sul soccorso da volontari qualificati o dai quadri del CNSAS.

I magazzini
La grande quantità di materiale necessaria per le operazioni di soccorso è attualmente suddivisa in 2 magazzini (uno interamente posto in un furgone opportunamente allestito) posti in punti strategici del territorio, in modo da poter essere trasferiti nel più breve tempo possibile sul luogo dell’incidente.

Gli interventi di Soccorso Speleologico
Gli interventi di soccorso speleologico vengono di norma gestiti dal Delegato o dal suo vice che assumono il ruolo di direttore delle operazioni. E’ a questi ultimi dunque che vanno preferibilmente fatte pervenire le chiamate di soccorso. La capillare diffusione presso tutti i gruppi speleologici d’Italia dei recapiti del soccorso, consente di ricevere nella maggior parte dei casi la chiamata in modo diretto e tempestivo. In Toscana è operativo un protocollo di allertamento sottoscritto con la Centrale Operativa 118 di Lucca , mentre per le altre province è ancora in corso di definizione.
Gli interventi vengono sempre portati avanti in collaborazione con la struttura nazionale avvisando il Responsabile Nazionale del Coordinamento Speleologico, la Commissione Medica, la Commissione Disostruzione, le Delegazioni Speleologiche confinanti e gli Addetti Stampa.

Soccorso Alpino e Speleologico Toscano
III^ Zona Speleologica del CNSAS
Il Delegato
Mario Cecchi

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