Unità cinofile di ricerca di superfice

STORIA DEI CINOFILI DEL SAST (A cura di Marcello Milani)
Il primo cinofilo del CNSAS in Toscana è stato Simone Cecchi ed il suo pastore tedesco Thai che, nel 1994, si brevettano dopo aver frequentato la scuola nazionale UCRS.
Nel 1996 entra a far parte del SAST, nella stazione Appennino Toscano, Gabriele Biagiotti che, insieme al suo pastore tedesco Quito, frequenta prima la Classe A e l’anno successivo la Classe B della scuola nazionale UCRS per brevettarsi a pieni voti nel 1998. Da allora fino al 2004 Gabriele e Quito partecipano ad innumerevoli interventi di ricerca ritrovando ben 4 persone disperse. Gabriele, che è stato sempre un nostro punto di riferimento per la sua serietà e impegno per il soccorso alpino, nel novembre del 2004 ci lascia prematuramente per un imprevedibile evento. Un anno dopo anche il suo fedele Quito ci lascia per raggiungerlo.
Nel 1997 arriva anche Marco di Barberino di Mugello con il suo Labrador Becks che dopo aver conseguito il brevetto di operatività, per motivi di lavoro, si deve trasferire in Emilia Romagna dove continuerà la sua carriera di cinofilo con i colleghi emiliani.
Nell’ottobre del 1998 dopo aver ritrovato un’escursionista ferita, Thai muore a causa di una pancreatite e Simone Cecchi, appartenente alla stazione Querceta, nel 1999 prende Track, un bel Golden Retriever, con cui frequenta nuovamente per due anni la scuola nazionale UCRS e nel 2001 si brevetta e inizia la sua carriera.
Nel 2000 frequentano la scuola nazionale anche Giovanni Dente, con il suo pastore tedesco Argo, e Marcello Milani anche lui con il suo pastore tedesco Gunther. Entrambe frequentano con successo la classe A; il secondo anno Gunther viene sospeso dal corso per problemi fisici mentre Argo si brevetta.
Nel 2002 Simone Amidei, appartenente alla stazione di Massa, con il suo border collie di nome Buio inizia il suo percorso formativo e nell’anno 2003 si brevetta.
Nel 2003 Marcello Milani, questa volta con un lupo cecoslovacco di nome Kevlar, frequenta la classe A e nel 2004 a Champoluc la classe B conseguendo il brevetto di operatività.
Giovanni Dente nel 2004 si dimette da cinofilo per problemi personali.
Nel 2004 Filippo Baccarella, della stazione Falterona, si unisce al gruppo con il suo Labrador di nome Paride e, frequentati i due anni di scuola, si brevetta nel 2005 a Champoluc.
Sempre nel 2005 un bel gruppo di aspiranti cinofili si presenta in Toscana e sono: Maurizio Milani della stazione Appennino Toscano con Baloo (golden retriever) , Stefano Rinaldelli dalla stazione Falterona con Kimber (border collie) , Paolo Passigni stazione Lucca con Dago (golden retriever) , Daniele Bertolla stazione Carrara con Oberon ( Labrador retriever).
Nel 2006 a Champoluc conseguono il brevetto di operatività Maurizio Milani, Stefano Rinaldelli e Paolo Passigni, mentre Bruno Milani frequenta la classe A con il suo border colli Laky e vengono promossi alla successiva classe B.
Nel 2008 si brevettano anche Davide Laucci (stazione di Lucca) con Rasty, pastore tedesco, e Andrea Lenzi (stazione Amiata) con Ice border collie che vanno ad aggiungersi alla squadra del SAST.
Purtroppo nel settembre del 2008 muore prematuramente all’età di 5 anni per un problema celebrale Kevlar, il lupo cecoslovacco di Marcello Milani.

Attività delle UCRS e Scuola Nazionale (a cura di Marcello Milani (Istruttore Nazionale UCRS)
La Scuola attivata nel 1993 e diretta da Luca Zanolisi fino al 2004, ha sede operativa a Champluc (Val d’Aosta) ed attualmente è diretta dal 2007 da Federico Lazzaro. I suoi compiti istituzionali sono l’addestramento e la sorveglianza dell’attività svolta dalle UCRS del CNSAS su tutto il territorio nazionale. Dalla sua fondazione sono stati formati e hanno a varie ripreso operato 21 istruttori nazionali avvicendandosi durante questi 15 anni di vita.
Come lavorano le Unitá Cinofile di Ricerca in Superficie
Per UCRS si intende l’indivisibile coppia cane-conduttore.
Gli esseri umani perdono costantemente cellule morte dell’epidermide così come disperdono ormoni ed altre sostante dal corpo (si pensi ad esempio al sudore). La miscela di tutti questi elementi compone l’odore di un essere umano che è unico e specifico per ciascuna persona. Gli odori vengono identificati dai recettori presenti nelle cavità nasali dei cani che hanno una capacità olfattiva enormemente più elevata degli esseri umani. Le nostre UCRS sono addestrate ad identificare e seguire un generico odore di essere umano trasportato dal vento e/o lasciato a terra sotto forma di traccia del passaggio di una persona.
Il metodo di addestramento utilizzato permette di operare su aree molto vaste e di localizzare una persona anche in assenza della sua traccia sul terreno e senza bisogno di effetti personali del disperso;
è stato calcolato che il lavoro di una UCRS equivale al lavoro di circa 15 uomini.
Le nostre UCRS vengono anche addestrate ad essere imbarcate sugli elicotteri anche facendo uso del verricello. Questo permette una veloce distribuzione sul terreno con un notevole risparmio di energie per la UCRS che può quindi operare con maggiore risolutezza.
Svariate razze canine vengono utilizzate, tra cui le maggiormente diffuse risultano essere il Pastore Tedesco, Labrador Retriever, Golden Retriever, Border Collie e il Nuova Scozia.
Recentemente la Scuola UCRS ha iniziato ad interessarsi all’uso dei Bloodhound (noto anche come Cane di St. Umberto) per la ricerca su pista. Tale razza di cani è nota per la sua straordinaria capacità olfattiva, si sta facendo largo la definizione di cane molecolare, e tenacia che lo rendono particolarmente adatto al lavoro su pista.

Storia delle Unità Cinofile Ricerca Superficie del CNSAS (a cura di Marcello Milani)
Nel 1954 nasceva ufficialmente il Corpo Soccorso Alpino che assumerà agli inizi degli anni ’90 la denominazione attuale di Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.), struttura operativa del Club Alpino Italiano con conseguente codificazione e razionalizzazione delle operazioni di soccorso in montagna prevalentemente per il salvataggio di alpinisti. il campo di azione si estese anche all’escursionismo e alle altre attività umane in ambiente montano, dovendo così affrontare nuovi problemi e nuove realtà.
In questo senso la ricerca di dispersi ha assunto dimensioni e connotazioni crescenti e un notevole rilievo intermini di utilità pubblica. L’impiego di numerosi volontari protratto per lungo tempo e le estenuanti battute sul terreno fecero pensare a soluzioni alternative. Purtroppo la tecnica non era in grado, e non e’ tuttora, di fornire un valido e soddisfacente apporto: fu logico quindi percorrere altre strade per giungere a traguardi concreti. La principale fu quella di utilizzare il cane, seguendo la felice esperienza che era stata maturata con ottimi risultati nel settore della ricerca in valanga.
Nei paesi esteri, sorretti da una cultura e tradizione cinofila, si stava già operando in questo senso con risultati più che soddisfacenti. Svizzera e Svezia e tutto il mondo anglosassone erano in questo caso all’avanguardia ed anche in Italia erano attive le prime avanguardie di questa pratica, come ad esempio la Scuola Provinciale cani da catastrofe e da ricerca di Trento, nata agli inizi degli anni ’80, e l’attività svolta in Alto Adige e in Valtellina dallo stesso Soccorso Alpino.
Fra il 1987 e 1988 un gruppo di cinofili da valanga del Soccorso Alpino partecipò ad un corso di ricerca in superficie presso il Gruppo Ticinese di Locarno dove si operava con la tecnica “brinsel”. L’esperienza cosi acquisita portò al varo di un corso a cui parteciparono una decina di conduttori tenuto in Piemonte.
Queste iniziative contribuirono a sensibilizzare il Sodalizio verso l’attività di ricerca con cane portò alla progettazione della Scuola cinofila da ricerca in superficie, in seno al C.N.S.A.S. Prima di partire con i corsi operativi era però necessario la sua regolamentazione. Con la presidenza Garda fù costituito, ad Aosta l’11 marzo 1989, un Comitato tecnico al fine di redigere una bozza di regolamento, composto da Adriano Favre, Coordinatore del settore cinofilo, Enzo Vezzoli, Direttore della Scuola Nazionale U.C.V., Giovanni Carcano e Marcus Reinstadler, Istruttori Nazionali U.C.V. e Carmen Lunelli.
Venne quindi inviata una lettera a tutta l’Organizzazione per l’iscrizione al primo corso allievi istruttori, da tenersi in autunno insieme ad un corso per cinofili. L’anno si chiuse con l’approvazione all’unanimità da parte dell’Assemblea dei Delegati, il 18 novembre, il regolamento, sancendo ufficialmente la nascita del Nucleo Unita Cinofile da Ricerca in Superficie, parte integrante della Scuola da Valanga. La direzione era composta dal Presidente del C.N.S.A., dal Direttore del Corso U.C.R.S., dal Coordinatore Nazionale U.C.V. e da due Istruttori. I compiti assunti erano l’organizzazione di corsi per cinofili e per Istruttori, verifiche, aggiornamenti e la gestione di tutto il settore. Come norma transitoria, previo superamento di una verifica, furono considerate operative le Unita cinofile del Soccorso Alpino che negli anni precedenti avevano frequentato un corso in Piemonte o presso la Scuola Provinciale di Trento. Il 21 aprile 1990 a Santa Caterina Valfurva, in occasione del Corso Nazionale da valanga, venne effettuata una selezione per gli aspiranti Istruttori Nazionali U.C.R.S. e due anni dopo solo Luca Zanoli acquisirà la qualifica di Istruttore Nazionale U.C.R.S. Il 10 giugno 1990 a Serrada di Folgaria (TN) si apre ufficialmente il 1° Corso U.C.R.S. che si concluderà con 10 promossi in classe A e 6 operativi, mentre simultaneamente si e’ svolta la prima parte del corso Istruttori e di Figurante che proseguirà con altri appuntamenti nell’arco dell’anno stesso.
Nel 1992 il corso, tenuto a Fondo Piccolo, diplomerà 15 candidati di classe A e 6 di B, e viene nominato il primo Istruttore della Scuola. I1 1993 vede lo spostamento della sede dal Trentino a Bardonecchia (TO); assume la Direzione dei Corsi il neo Istruttore Luca Zanoli e a febbraio inizia un nuovo corso per Istruttori Nazionali con 8 candidati. Il 4° corso comprenderà, oltre alle lezioni di veterinaria, gestione del cane, alimentazione e morfo-funzionalità, anche lezioni fuori dalla sfera cinofila, quali tecniche di ricerca, pronto soccorso e tecniche di autosoccorso. Sono brevettati 11 allievi, mentre 12 superano la prima classe e sono resi operativi 4 Figuranti. Il 28 maggio del 1994, al termine delle prove di esame, sono nominati 5 nuovi Istruttori (Francesco Condemi, Ermes De Pol, Federico Lazzaro, Stefano Maccio e Carlo Possio) che vanno cosi a dar vita al corpo docente.
L’8 aprile del 1995 l’Assemblea del C.N.S.A.S. approva all’unanimità il nuovo regolamento, sancendo ufficialmente la nascita della Scuola Nazionale Unita Cinofile da Ricerca in Superficie.
Dal 3 al 10 giugno dello stesso anno è la volta del 6° Corso Nazionale tenuto a Bardonecchia. Fra le novità più importanti da segnalare vi è anche una esercitazione con elicottero per la classe B e la presenza degli Istruttori Nazionali Tecnici, per le manovre di auto-assicurazione e la movimentazione sul terreno impervio. Per la prima volta viene richiesto specificatamente agli allievi l’attrezzatura completa da arrampicata con imbrago, casco, longe, discensore e moschettoni. Nella commissione esaminatrice è presente anche un rappresentante del Dipartimento di Protezione Civile, come avvieniva già da anni per il settore in valanga.
Dal 1996 la Scuola provvede alla verifica annuale dell’operatività delle UC ormai presenti capillarmente sul territorio, e all’istituzione di uno stage di aggiornamento per Figuranti. Nel 1997, in via del tutto sperimentale, durante il 149° congresso della CISA-IKAR organizzato dall’Italia in Valle d’Aosta, viene presentata l’attività di ricerca in crepaccio, con l’utilizzo di cani particolarmente addestrati a muoversi in tale terreno, suscitando l’interesse di tutti gli addetti ai lavori.
Nel 1998 sono nominati 4 nuovi Istruttori (Francesco D’Arrico, Gianni Pozzo, Marco Rezzoli, Patrizia Sartori) che vanno così a rinforzare il corpo docente. In 10 anni di vita il settore della ricerca, nato in sordina come branca della Scuola Nazionale da Valanga, ha bruciato le tappe trovando una propria identità e una precisa collocazione operativa. In questo periodo, oltre all’ambizioso traguardo del riconoscimento di Scuola Nazionale, con una propria struttura ed un proprio corpo docente, sono stati formati 10 Istruttori Nazionali U.C.R.S. 98 Unita Cinofile operative e 14 Figuranti. Nel 2002 sposta la sua sede a Courmayer in Val d’Aosta per poi stabilirsi a Champoluc, sempre in Val d’Aosta nel 2004, nel corso del quale parte il 3° corso Istruttori Nazionali, per il naturale turn over del corpo docente, che porterà la nomina nel marzo 2006 di 3 nuovi Istruttori Nazionali (Aldo Bargero, Ornella Bausano, Enrico Rizzardi). Nel frattempo, precisamente nel 2004, la Scuola vive un momento di trapasso. Il Direttore Luca Zanoli lascia l’incarico che aveva brillantemente ricoperto per 11 anni. In attesa della nomina del nuovo direttore, la Scuola viene governata “ad interim” al vice Federico Lazzaro. In questo periodo viene lanciato anche il 4° corso Istruttori Nazionali. In occasione del 18^ Corso Nazionale nel giugno del 2007, al termine della consueta prova di esame, vengono nominati ulteriori 8 Istruttori Nazionali (Stefano Basso, Mario Croci, Fabrizio Cuneaz, Alessandro Darman, Marco Garbellini, Simone Marcuzzi, Catia Martinelli, Marcello Milani) incrementando la presenza e l’attività della Scuola sul territorio. Nel corso dello stesso anno Federico Lazzaro viene confermato Direttore della Scuola. In 18 anni di storia della scuola, gli interventi sono stati più di 1000 di cui molti con esito positivo.

UNITA’ CINOFILE DA RICERCA IN VALANGA – U.C.V. (Cosa sono, dove lavorano, la formazione – a cura di Davide Laucci)
L’unità cinofila da valanga, identificata spesso all’interno del Soccorso Alpino come U.C.V., è composta da un soccorritore alpino e un cane; sembra banale affermarlo ma l’U.C.V., una volta formata, è inscindibile e nessuno dei due componenti (cane e conduttore) può lavorare in valanga come U.C.V. separatamente: il cane non può essere condotto da un altro conduttore, così come il conduttore non può lavorare con un altro cane.
Questo lo si specifica per sottolineare l’importanza assoluta che il rapporto uomo-cane deve avere, al di là perfino delle capacità tecniche degli stessi.
Il cane: deve essere necessariamente un animale che gode di un’ottima salute psico-fisica, abituato a situazioni climatiche sfavorevoli; deve riuscire a mantenere la motivazione alta anche quando sopraggiunge la stanchezza fisica, avere una buona tempra, dote caratteriale canina che gli permette di ben sopportare stimoli esterni negativi, quali ad esempio il trasporto in elicottero, l’essere calati con il conduttore sulla valanga con l’uso del verricello, sentire richiami e voci continue, avere a pochi metri sopra la testa l’elicottero, che magari effettua un’ ispezione visiva della valanga. Il nostro ausiliare sopporta questo per collaborare con l’amico-conduttore durante una ricerca in valanga e non è per lui la cosa più facile al mondo.
Il conduttore: amare il cane; la sua è una passione inesauribile, i sacrifici non pesano, fatiche e rinunce sono sempre abbondantemente ripagate da quell’animale che lavora per lui. Tutti siamo soccorritori alpini anche senza il cane, ma per un cinofilo, sia da ricerca in superficie che in valanga, un risultato ottenuto con il fedele amico ha un sapore che non si può descrivere ma forse, neppure interessa farlo: lo sa solo il cinofilo e il suo cane come e dopo cosa sono arrivati lì.
A livello di preparazione tecnica un conduttore di cane da ricerca in valanga deve possedere ottime doti di movimentazione in terreno innevato con e senza l’ausilio degli sci, avere come il cane ottime doti psicofisiche, grande capacità autocritiche, in una situazione come la ricerca in valanga: se il travolto non è in possesso di un apparecchio ARVA acceso, solo l’UCV può effettuare il ritrovamento in tempi entro la curva di sopravvivenza del travolto.
Esaminare e valutare costruttivamente errori commessi durante l’addestramento è fondamentale.
In ultimo, ma non certamente di minore importanza, è basilare per ogni cinofilo l’attitudine a lavorare con il cane, la sua conoscenza, e l’abilità di addestrarlo e di mantenerlo addestrato.
Dove lavorano: la dove si è staccata una valanga e vi sono travolti reali o presunti, dalle vicinanze degli impianti di risalita fino ai luoghi montani più isolati.
Il miglior e più efficiente metodo per impiegare le UCV è quello di far effettuare loro turnazioni presso le basi di eli soccorso, in modo che in caso di distacco il raggiungimento del sito sia il più celere possibile.
La formazione: impegnativa e lunga, sia per il cane che per il conduttore, viene effettuata a distanza di un anno per 10 giorni consecutivi, presso la SCUOLA NAZIONALE UNITA’ CINOFILE DA VALANGA del CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO (unica scuola cinofila in Italia riconosciuta a livello europeo), logicamente nel periodo intermedio l’UCV lavora costantemente sui vari argomenti (movimentazione, addestramento del cane, uso di dispositivi come ARVA, organizzazione e strategia d’intervento).
Le tre Unità Cinofile da Valanga toscane, sono, insieme ad altre 7 unità, brevettate anche per la ricerca in superficie (bivalenza)
UNITA’ CINOFILE DA RICERCA MOLECOLARI – U.C.R.M.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico vanta non solo il primato italiano di tradizione e specializzazione in campo di cinofilia rivolta al soccorso, ma anche un nuovo progetto unico nel suo genere: Unità Cinofile Molecolari.
Al momento solo quattro brevettate, sono dislocate tre al nord ed una in centro Italia, una di queste è proprio in forza al SAST.  I cani (razza bloodhound) sono in grado di seguire le tracce dopo aver odorato l’odore specifico della persona dispersa, al contrario dei cani da superficie e da valanga che segnalano e seguono l’odore dell’uomo in genere, cioè senza alcuna distinzione.
Per essere più chiari al cane da valanga e quello di superficie si chiede con il gioco se un essere umano è da qualche parte all’interno di una zona predeterminata, mentre al cane molecolare si chiede di seguire l’odore del soggetto X piuttosto che del soggetto Y.

Copyright © 2014 SAST Soccorso Alpino e Speleologico Toscano All rights reserved.
Tutti i diritti Riservati - E' vietata la riproduzione, anche parziale, di testi e immagini.
SAST Soccorso Alpino e Speleologico Toscano - Via Del Mezzetta 2/M - 50135, Firenze (FI) - Italy - PI. 94058610489 E-mail: segreteria@sast.it
Created by: Gellus Soluzioni