Le Stazioni di Querceta e Massa del Soccorso Alpino Toscano sono intervenute per un grave incidente nel Comprensorio della Pania della Croce

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Soccorso Alpino Toscano

Domenica 10 Dicembre i volontari della stazione Querceta del Soccorso Alpino Toscano sono intervenuti sulle Alpi Apuane, nel comprensorio della Pania della Croce, nel versante versiliese, quello che affaccia sulla foce di Mosceta per soccorrere quattro escursionisti.
L’allarme è stato dato alle 9.15 direttamente dal gestore del Rifugio Del Freo Pietrapana, che ha allertato il Soccorso Alpino segnalando una situazione di emergenza in zona Gorfigliette.
Quattro uomini, originari delle province di Lucca e Massa, nonostante le pessime condizioni meteo, si erano diretti verso la Pania della Croce, salendo il contrafforte delle Gorfigliette, un componente è scivolato su ghiaccio per circa 150 metri urtando ripetutamente su rocce affioranti.
Un secondo componente, che ad oggi si trova in rianimazione preso l’ospedale Versilia, cercando di individuarlo, è a sua volta scivolato sulla stessa direttrice ed ha arrestato la propria caduta nei pressi del compagno, che purtroppo era deceduto a causa degli urti riportati nella caduta.
Gli altri due componenti, gli unici attrezzati adeguatamente, sono rimasti incolumi ed hanno atteso l’arrivo dei soccorritori.
In coordinamento con il 118, due squadre della Stazione di Querceta, con personale sanitario, hanno raggiunto da terra il luogo dell’incidente ed hanno proceduto a stabilizzare l’escursionista politraumatizzato.
Il rischio principale era infatti quello legato all’ipotermia: sul luogo stava imperversando una tormenta di neve, che poi si è tramutata in una forte precipitazione di neve ed acqua. La pioggia ha poi “lavorato” il terreno innevato, rendendo ancor più insidiosa l’operazione di recupero. Tramite manovre tecniche l’infortunato è stato imbarellato e trasportato a valle. Nel frattempo il Capostazione di Querceta ha richiesto l’intervento di tecnici e personale sanitario della vicina Stazione di Massa, portando a 25 il numero dei tecnici del SAST presenti nella zona.
Si è quindi proceduto al delicato recupero della salma, che è stata imbarellata e trasportata a valle dai soccorritori durante una forte tormenta di neve ed acqua.
Nelle operazioni di soccorso il SAST è stato supportato con efficacia dalla locale Stazione dei Carabinieri di Seravezza per la gestione degli aspetti burocratici e formali (si stava infatti operando durante un’allerta meteo rossa) e dai mezzi e dal personale attivati dal 118.

Bisogna constatare purtroppo che gli appelli alla prudenza periodicamente diramati dal Soccorso Alpino e Speleologico in questo caso sono risultati vani: attrezzatura inadeguata, scarpe sportive leggere, mancanza di piccozza o del minimo di attrezzatura per la progressione invernale. Questo è stato lo scenario che hanno trovato i soccorritori.
Altro aspetto importante, che poi ha anche impedito l’impiego dell’elicottero, è quello legato al meteo. Eravamo in presenza di un’allerta arancione che poi è passata a livello “rosso”: impensabile quindi affrontare qualsiasi tipo di attività in montagna in concomitanza di queste condizioni.

Il Soccorso Alpino e Speleologico rinnova l’invito alla prudenza e dunque di astenersi da qualsiasi attività in presenza di allerte meteo e di dotarsi sempre di equipaggiamento consono all’ambiente invernale.
Teniamo a precisare che in commercio esistono degli oggetti, da applicare alle calzature, più leggeri dei ramponi classici e che in molti acquistano credendo di poterli utilizzare in montagna. Tali prodotti sono nati e pensati per l’utilizzo in città o in brevi tratti pianeggianti per evitare di scivolare su ghiaccio utilizzando calzature classiche.
Per la progressione su neve e ghiaccio in montagna, anche su tratti che con la bella stagione risultano apparentemente semplici, bisogna sempre tenere a mente pochi ma fondamentali consigli:
– utilizzare esclusivamente scarponi invernali, in grado di assicurare tenuta su terreni scivolosi e di mantenere il piede all’asciutto.
– portare sempre con sé piccozza e ramponi. Assicurarsi preventivamente che i ramponi si adattino perfettamente alle calzature e imparare ad utilizzarli.
– nello zaino portare un telo alluminiato (costa pochi euro e può salvare la vita): in caso di bivacco forzato o attesa, rallenta sensibilmente il raffreddamento del corpo.
– Guanti e biancheria intima specifica: rappresentano le protezioni primarie del corpo e costituiscono le barriere principali per contrastare il freddo e l’umido.
– Giacca a vento e sovrapantaloni: entrambi impermeabili, evitano la dispersione del calore del corpo. In commercio ne esistono di molti tipi: i negozi specializzati sapranno comunque consigliare la soluzione più adatta.
– Piumini, duvet, ecc.. oramai di uso comune, sono indispensabili per garantire calore al torace e agli arti superiori.
– il consiglio di vestirsi “a cipolla” è sempre valido: l’importante è dotarsi di pochi articoli ma di buona qualità.
Le sezioni del CAI, le scuole di alpinismo, le giornate di prevenzione indette dal Soccorso Alpino: sono molteplici i punti di contatto per imparare a frequentare in sicurezza la montagna anche d’inverno.
Come ultima cosa ricordiamo che i rifugisti rappresentano una risorsa molto importante: ascoltate i loro consigli, chiedete informazioni sulle condizioni di sentieri e vie.

Addetto Stampa Nord SAST
Paolo Romani